Barriere architettoniche ascensore condominio: guida alla normativa per i disabili
20
Dic

Barriere architettoniche ascensore condominio: guida alla normativa per i disabili

Ascensori

Nel quotidiano vivere dobbiamo combattere con le barriere architettoniche del condominio in cui abitiamo o che frequentiamo per motivi di lavoro o di necessità.

Questo è vero soprattutto per le persone disabili e per gli anziani che hanno problemi di deambulazione: le barriere architettoniche dell’ascensore possono portare a complicazioni di non poco conto (si pensi per esempio ad un gradino troppo alto); altre volte si tratta di ostacoli impedenti come uno spazio ridotto, una cabina dell’ascensore troppo “stretta”, una pendenza eccessiva, etc.

Insomma, sono davvero tanti gli ostacoli che possono mettere in seria difficoltà le persone affette da gravi disturbi di deambulazione o le persone portatrici di handicap o di disabilità.

Dato che la nostra abitazione ed il condominio in cui risediamo o che ci troviamo a frequentare per qualsiasi motivo deve essere curato, accogliente e, soprattutto, accessibile, è fondamentale valutare la possibilità di considerare l’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

Abbattimento barriere architettoniche condominio e ascensore: cosa dice la normativa?

Purtroppo, per particolari categorie di cittadini, capita che all’interno delle loro abitazioni ci siano barriere architettoniche che inibiscono o ostacolano la mobilità, riducendo le persone con gravi problemi di handicap e gli anziani a non poter uscire dalla propria abitazione per evitare di scontrarsi con quegli ostacoli che diventano un vero e proprio incubo.

Si pensi, ad esempio, all’accesso ad un piano superiore o inferiore per mancanza di un ascensore o, alla presenza di una porta troppo stretta che inibisce la possibilità di prendere liberamente l’ascensore per muoversi da un piano all’altro.

Un gradino troppo alto o una pendenza eccessiva sono altri chiari esempi di barriere architettoniche del condominio e dell’ascensore che possono demotivare gli handicappati, i disabili, i non vedenti e gli anziani a varcare la porta di casa per affrontare questi ostacoli che diventano un vero e proprio incubo quotidiano.

È importante comprendere come l’abbattimento delle barriere architettoniche dell’ascensore leda la libertà di movimento e di fruizione dei servizi condominiali da parte di certe categorie di soggetti.

Come affrontare l’abbattimento delle barriere architettoniche in un condominio e ogni altro ostacolo che inibisca la libertà di movimento? Cosa prevede la normativa vigente anche in riferimento alla ripartizione delle spese?

La legge di riferimento è la Legge n.13/1989 la quale stabilisce i termini e i modi per la garanzia dell’accessibilità ai vari ambienti.

Il DM 236/89 è la normativa tecnica di riferimento che disciplina le caratteristiche degli ascensori e degli elevatori: è molto chiara nel fornire le definizioni basilari e i concetti chiavi per avere una comprensione quanto più approfondita possibile in materia di abbattimento delle barriere architettoniche in un condominio.

Il quesito a cui rispondere è capire che cosa sono le barriere architettoniche? La risposta la rinveniamo semplicemente nel DM 236/89 e pone subito l’accento sul fatto che le barriere architettoniche non sono solamente quelle fisiche.

Si tratta di ostacoli fisici che creano disagio alla mobilità di chiunque, ma anche di barriere che impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di attrezzature e componenti.

Dunque, la definizione di barriere architettoniche è molto più “ampia” e comprende qualunque tipo di ostacolo, struttura e segnale che renda inagibile o difficilmente fruibile un luogo.

Se si legge attentamente il testo normativo sopra richiamato, ben si coglie la distinzione di tre definizioni che corrispondono a tre diversi “gradi” di abbattimento delle barriere architettoniche in un condominio.

Adattabilità

Quando si parla di “adattabilità” si deve fare riferimento al fatto che si può modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati.

L’obiettivo è quello di renderlo completamente ed agevolmente fruibile a tutte le categorie di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Accessibilità

I soggetti con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale devono poter accedere allo stabile condominiale ed alle singole unità immobiliari e ambientali.

In buona sostanza, anche chi è disabile o a problemi di deambulazione deve poter fruire degli spazi e delle attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

Visitabilità

Le persone con impedita o ridotta capacità motoria o sensoriale devono poter visitare gli spazi di relazione ovvero gli spazi di soggiorno o pranzo dell’alloggio, e poter visitare almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare.

 

Abbattimento barriere architettoniche condominio e ascensore: ripartizione dei costi

In uno stabile condominiale gli eventuali lavori di abbattimento delle barriere architettoniche sono rivolti a eliminare ogni tipo di ostacolo che possa mettere in difficoltà ogni persona affetta da problemi motori o di deambulazione, disabili, ipovedenti, etc.

E, allora, c’è da domandarsi: a chi spetta la ripartizione della spesa?

Nel caso in cui si debba modificare parti comuni dell’immobile abitativo, la normativa vigente sottolinea che le spese possono essere acconsentite dall’assemblea condominiale con le maggioranze stabilite dal Codice Civile.

Ad esempio, nel caso di installazione di un montascale o di ogni altro apparecchio necessario per far salire e scendere la persona non deambulante dal proprio appartamento, se la voce di spesa viene approvata dal condominio in sede di assemblea, allora viene ripartita tra le voci di spese condominiali, altrimenti deve essere sostenuta dal disabile o dal suo tutore.

Dunque, la progettazione e l’installazione delle piattaforme elevatrici, montascale a poltroncina, o mini-ascensori domestici non deve pregiudicare la sicurezza e la stabilità dell’immobile, nonché alterarne il decoro.

 

Contributi e benefici a fondo perduto per l’eliminazione delle barriere architettoniche ascensore condominio

Anche nel caso di installazioni impegnative, la legge n. 13/89 tutela le persone handicappate o i soggetti disabili, riconoscendone la concessione di contributi per interventi mirati all’abbattimento delle barriere architettoniche all’interno di un condominio.

Si ricorda, a tale proposito, che l’istanza per ottenere tali contributi a fondo perduto per l’eliminazione delle barriere architettoniche deve essere presentata entro e non oltre il 1° marzo di ogni anno al Sindaco del Comune di residenza.

E’ fondamentale ricordare, a tale proposito, che l’installazione di un montascale o di un ascensore o di una piattaforma elevatrice è soggetta ad agevolazioni fiscali come la riduzione dell’IVA del 4%.

Grazie a questa guida adesso avrai più chiara la disciplina ed il quadro normativo in materia di abbattimento delle barriere architettoniche condominiali.

 

 

 

 

 



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